Descrizione
Storia
Proveniente dalla DOC Bolgheri Sassicaia – l’unica DOC italiana riservata al singolo vino della Tenuta San Guido – questa cuvée segna la continuità dell’innovazione iniziata da Mario Incisa della Rocchetta, che negli anni ’40 introdusse i Cabernet in Toscana.
Vitigno
85 % Cabernet Sauvignon e 15 % Cabernet Franc
Vinificazione
La pigiatura soffice anticipa una fermentazione spontanea in acciaio a temperatura controllata (28–30 °C), con una macerazione intorno ai 9–12 giorni. Segue la fermentazione malolattica in acciaio e un affinamento di 24 mesi in barrique francesi (un terzo nuove)
Grado alcolico
Circa 14 % ABV.
Note di degustazione
Il colore rubino intenso precede aromi di frutti neri croccanti – ciliegia selvatica, prugna – arricchiti da cedro, tabacco, erbe mediterranee e un accenno minerale. Il sorso è succoso, con tannini levigati, acidità vibrante e un finale lungo, sapido, salmastro e speziato, impreziosito da nuance di cioccolato, menta e tè nero.
Possibili abbinamenti
Si sposa in modo ideale con carni rosse alla griglia, brasati, selvaggina, formaggi stagionati e piatti ricchi come ragù di cinghiale. Il formato magnum è perfetto anche per momenti conviviali e degustazioni estese.
Consigli di servizio
Servire a 16–18 °C, decantando da 30 minuti a 1 ora per liberare la sua complessità. Conservazione ottimale fino al 2040–2045 grazie alla struttura e alla raffinata evoluzione del formato magnum.
Brand
Tenuta San Guido
Nei primi anni venti in Italia, Mario Incisa della Rocchetta, appassionato di vini francesi ed in particolar modo dei grandi vini rossi strutturati di Bordeaux, si accorse che il territorio della costa Tirrenica della zona di Bolgheri presentava molte similitudini geografiche, di clima e di terreno con la zona del Graves di Bordeaux. “Graves” significa infatti ghiaia, proprio per la composizione sassosa dei terreni dell'area francese, proprio come “Sassicaia” all’interno della Tenuta San Guido di loro proprietà. Quindi cominciò a pensare ad un taglio bordolese prodotto in quella zona e iniziò le sperimentazioni nei primi anni ‘20 arrivando a buoni risultati, seppur ancora il vino non venisse invecchiato a lungo in botti di rovere. Infatti, dal 1948 al 1967, il Sassicaia rimase ad uso e consumo strettamente privato nella tenuta. Ogni anno però, poche casse di vino venivano messe ad invecchiare nella cantina di Castiglioncello. Assaggiandolo, il marchese si cominciò a rendere conto che le vecchie annate, col passare del tempo, miglioraravano sensibilmente, trasformando i propri difetti addirittura in virtù. Forte ed entusiasta di queste considerazioni, si investì nelle tecniche di vinificazione e il 1968 per la prima volta il prodotto venne immesso in commercio, con un’accoglienza degna di un Premier Cru bordolese. Negli anni successivi vennero implementati i locali con la creazione di una cantina a temperatura controllata, acquisizione di tini d’acciaio per la fermentazione e barriques di rovere francese destinate all’elevazione e invecchiamento dei vini.