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Biondi Santi “Rosso di Montalcino” 2022 75 cl

93,00 IVA inclusa

Perché comprarlo
Un rosso elegante e accessibile che rappresenta l’anima giovane di Biondi Santi: combina finezza, freschezza e struttura moderata, ideale per chi desidera un Sangiovese di grande identità che possa essere apprezzato sia subito sia con qualche anno di evoluzione.

4 disponibili

Opzione

Descrizione

Storia
Il Rosso di Montalcino fa parte della tradizione Biondi Santi come “porta d’ingresso” al Brunello, prodotto fin dagli anni ’80. Viene vinificato con le uve delle vigne più giovani e da parcelle che privilegiano l’espressione fruttata, preservando le caratteristiche del terroir di Montalcino. La vinificazione prevede fermentazione in cemento e un invecchiamento più breve rispetto al Brunello: 12 mesi in legno, il che lo rende più immediato nella sua espressione.

Vitigno
Sangiovese 100 %

Vinificazione
Fermentazione in vasche di cemento con lieviti indigeni, affinamento per 12 mesi in botti di legno Slavonia, e successivo riposo in bottiglia prima della commercializzazione.

Grado alcolico
14,0 %

Note di degustazione
Colore rosso rubino brillante. Al naso fragola, ciliegia, violetta, spezie dolci e leggere note balsamiche. Al palato è scorrevole, con buona acidità, tannini setosi ma ben presenti, e un finale fresco e fruttato.

Possibili abbinamenti
Ottimo con pasta al ragù, carni bianche e rosse leggere, arrosti semplici, salumi e formaggi giovani. Servire a 16‑18 °C con leggera aerazione.

Informazioni aggiuntive

Peso 1,5 kg

Brand

Biondi Santi

La storia di Biondi Santi e della Tenuta Greppo è anche la storia del Brunello stesso. Tutto inizia con Clemente Santi, che aveva la proprietà di molti terreni tra Montalcino e Pienza, e dedica gran parte della sua attività all’agricoltura, riuscendo ad ottenere per la prima volta nel 1865 un vino rosso toscano da uve brunello di grande complessità e con grandi potenzialità di invecchiamento, vincendo anche il premio all’Expo di Parigi di quell’anno. Da allora in poi nasce la storia moderna del brunello di Montalcino come grande vino rosso italiano dalle elevate capacità di invecchiamento. La figlia di Clemente Santi, Caterina, sposò Jacopo Biondi, un medico fiorentino. Ebbero un figlio, Ferruccio Biondi, che ereditò la passione per i vigneti ed i vini e unì i cognomi per omaggiare le origini della famiglia ed in particolare della madre. Ferruccio attraversò varie difficoltà legate al periodo inclusa la fillossera, ma mentre gli altri viticoltori cercavano la pronta beva per i propri vini rossi egli volle differenziarsi spingendosi verso la creazione di vini ancora più longevi di sole uve sangiovese, iniziando una selezione clonale delle proprie uve e gettando le basi per la futura tendenza toscana di produrre vini di sangiovese in purezza. Il figlio Tancredi dopo di lui si dedicò ulteriormente alla miglioria del vino e iniziò ad esportare il prodotto in vari mercati esteri, rafforzando il nome e la conoscenza del brunello di Montalcino nel mondo. Dopo di lui è il turno di Franco Biondi Santi, che a sua volta imparò le tecniche enologiche dal padre ed ha continuato a produrre delle Riserve di impareggiabile superbia; ha il merito anche di aver aumentato la produzione di brunello dai 4 ettari storici ai 25 ettari attuali. Attualmente in azienda vediamo anche l’inserimento dei due figli Jacopo e Alessandra, uno per l’aspetto enologico e l’altra per il commerciale.

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