Abbiamo tutti avuto il dubbio: “E ora che vino ci abbino?” Niente paura, non serve una laurea in enologia o decine di corsi da sommelier per capirci qualcosa. In questo articolo ti spieghiamo in modo semplice come scegliere la bottiglia perfetta in base a cosa c’è nel piatto – per fare sempre bella figura a tavola (e magari scoprire qualcosa di nuovo).
Per ogni piatto esiste un vino capace di esaltarlo, ma anche di rovinarlo. Vediamo insieme alcune regole di base molto sintetiche che magari possiamo sempre tenere a mente:
🍝 Pasta e sughi
Regola base: considera la salsa, non la pasta.
(la pasta viene considerata solitamente come un ingrediente che tende a dare una tendenza dolce al piatto e che quindi “diluisce” leggermente il sapore del condimento)
Sughi rossi → Chianti Classico, Rosso di Montepulciano, Ciliegiolo
Pasta con verdure → Vermentino, Greco di Tufo, Riesling leggeri e giovani
Pesto → Pigato ligure, Chardonnay non barricato, Piccolo Derthona
✉️ Consiglio pratico: Se il piatto è leggero, resta su vini freschi. Se è più ricco e speziato, osa con un rosso più corposo.
🐟 Pesce e piatti di mare
Regola base: meglio bianchi freschi o bollicine secche.
Crudi e tartare → Champagne (anche rosé), Franciacorta brut, Alta Langa e Trento DOC
Pesce al forno → Fiano di Avellino, Verdicchio dei Castelli di Jesi, Chardonnay Borgogna, Etna Bianco
Fritto di mare → Valdobbiadene DOCG, Trentodoc, Champagne
✉️ Mai usare rossi tannici con pesce: l’effetto metallico è assicurato!
Il pesce ha bisogno di delicatezza. Le bollicine secche e i bianchi freschi puliscono il palato e ne esaltano il sapore. I crudi si abbinano bene a spumanti metodo classico, mentre le preparazioni più strutturate richiedono bianchi con più corpo.
Vuoi scoprire tutti gli abbinamenti possibili con i piatti di mare? Leggi la nostra guida completa su come abbinare il vino al pesce.
🥩 Carne bianca e rossa
Regola base: carne chiara = vino più leggero, carne rossa = vino più strutturato.
Pollo, tacchino → Pinot Nero, Langhe Nebbiolo, Merlot leggeri, Chardonnay Borgogna
- Bistecca alla fiorentina, hamburger → Sangiovese, Nebbiolo, Etna Rosso
Manzo, cinghiale, selvaggina → Brunello di Montalcino, Barolo, Amarone della Valpolicella, Bolgheri Superiore
✉️ I tannini aiutano a pulire il palato dai grassi della carne: perfetti per tagli importanti.
I vini rossi con struttura e tannini sono perfetti per le carni rosse perché riescono a bilanciare l’intensità del piatto. Per le carni bianche, meglio rossi più leggeri o anche bianchi corposi se cucinate con salse ricche.
🧀 Formaggi
Regola base: più il formaggio è stagionato, più il vino può essere corposo (e anche tendente al dolce o proprio dolce)
Freschi → bollicine brut, rosé delicati, rossi leggeri
Stagionati → Chianti Classico Riserva, Barolo, Brunello
- Erborinati → Sauternes o Muffati italiani, Recioto della Valpolicella, Vin Santo Tradizionale
✉️ Formaggi e vino sono un’accoppiata perfetta… se ben calibrata!
Ricorda: quando il formaggio diventa un ingrediente del piatto (ad esempio un risotto al gorgonzola o un primo al taleggio, non fa altro che aggiungere sapore, complessità e grassezza al piatto stesso quindi chiamerà a sua volta vini con maggiore struttura e complessità e anche acidità (quest’ultima fondamentale proprio per “sgrassare” un piatto.)
Vuoi scoprire tutti gli abbinamenti possibili tra vini e formaggi? Leggi la nostra guida completa su come abbinare il vino ai formaggi.
🍰 Dessert e dolci
Regola base: il vino deve essere più dolce del dolce.
(con buona pace di quelli che “tu con il dolce vuoi lo spumante dolce o secco?)
Torte alla frutta → Moscato d’Asti, Brachetto, vini dolci aromatici e con gradazione alcolica leggera
Dolci al cioccolato → Recioto della Valpolicella, Porto, Vini passiti rossi, Rum
Crostate e biscotti secchi → Vin Santo, Passiti siciliani
✉️ Per non lasciare dubbi: mai vino secco con il dessert. Rischi di sembrare inesperto, anche se hai scelto una grande bottiglia. Provare per credere.
I dolci hanno bisogno di un vino che li accompagni senza essere sovrastato. I vini dolci e aromatici esaltano i dessert alla frutta, mentre quelli più alcolici e corposi vanno a braccetto con cioccolato e pasticceria secca.
🧠 Le 3 regole d'oro dell’abbinamento
1. Equilibrio:
Piatti leggeri? Vini leggeri. Piatti ricchi o complessi? Vini strutturati.
Man mano che un piatto si arricchisce (es. con formaggi o salse), anche il vino deve “alzare il livello” per stare al passo.
2. Contrasto:
Grasso? Ci vuole acidità o effervescenza.
Dolcezza? Bilanciala con freschezza e sapidità.
Amaro? Serve morbidezza nel vino.
👉 Ecco perché le bollicine stanno così bene con fritti, pizza e aperitivi.
3. Territorialità:
Quando sei indeciso… resta in zona!
Piatti e vini locali spesso nascono per completarsi a vicenda:
Chianti Classico + Fiorentina
Nero d’Avola + Caponata
Cannonau + Pecorino sardo
🍷 Una nota finale di buon senso (e buon gusto)
Anche con tutte le regole del mondo, l’abbinamento perfetto ha sempre una parte di soggettività. I gusti personali contano, e l’unico modo per migliorare davvero è… provare!
Sperimenta, assaggia, confronta: a volte un abbinamento inaspettato può sorprendere in positivo. E se una regola teorica non funziona con un piatto particolare? Nessun problema: l’importante è che il vino e il cibo si piacciano davvero, nel calice e nel piatto.


